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Descrizione progetto
L’agricoltura biologica (a.b.) adotta tecniche che escludono l’impiego di prodotti chimici di sintesi e l’adozione di sistemi di forzatura delle produzioni agricole e alimentari, nel rispetto della naturalità e della stagionalità di ogni regione produttiva. Il Regolamento CEE 2092/91 indica il metodo di produzione biologica e specifica quali mezzi tecnici sono impiegabili durante le varie operazioni colturali.
La meccanizzazione riveste una fondamentale importanza nell’a. b. in quanto contribuisce in maniera determinante alla sostituzione di tecniche produttive poco rispettose dell’ambiente e comunque non permesse dal sistema di coltivazione biologica.
Esiste inoltre il problema rappresentato dall’esecuzione di talune operazioni colturali che sono meno frequenti nell’agricoltura convenzionale o di secondaria importanza (ad esempio in termini di impegno orario) che invece in a. b. rivestono grande importanza.
Per queste operazioni è necessario fornire agli utilizzatori delle informazioni dettagliate ed aggiornate sulle molteplici soluzioni tecnico-meccaniche disponibili. In a. b., più che in quella convenzionale, la meccanizzazione delle operazioni colturali non deve essere vista più solo come mezzo per aumentare le rese ad ettaro e l’estensivizzazione e per alleviare la faticosità dei lavori agricoli, ma come un sistema tecnologicamente avanzato finalizzato alla produzione di alimenti di qualità.
Piuttosto che tendere meramente all’aumento degli indici di meccanizzazione aziendali, attualmente è strategico fornire strumenti di sinergia delle potenzialità biologiche. In quest'ottica cambiano quindi i sistemi di valutazione dell’impatto tecnologico (finalizzato alla qualità del prodotto) e riacquista centralità il sistema agricolo.
Sebbene alcune operazioni colturali possano essere meccanizzate con i sistemi convenzionali, esistono numerose e molteplici attività dove la meccanizzazione deve essere riprogettata per meglio aderire alle esigenze della produzione biologica. In particolare, le tecniche di difesa e la corretta gestione della fertilità del suolo richiedono più numerosi e più raffinati interventi di carattere meccanico.
Si pensi, ad esempio, al controllo delle infestanti, ai sovesci, alla riutilizzazione agronomica dei sottoprodotti, alla distribuzione degli ammendanti e dei fertilizzanti, ai trattamenti con i prodotti fitosanitari dell’allegato II B del 2092. Anche dove vengono usate tecniche convenzionali (ad esempio, i trattamenti a base di rame) aumenta l’importanza delle tecniche di distribuzione perché aumenta il numero dei trattamenti (si consideri che il numero dei trattamenti annui effettuati in viticoltura biologica è circa doppio di quello in difesa integrata).
Tutto ciò richiede l’applicazione di tecniche moderne ed innovative che siano sostenibili ed in grado di contenere i costi di produzione. |